Donne di sale e di Mare della Corea del Sud.

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Le haenyeo, conosciute anche come “donne del mare,” sono una comunità unica di sommozzatrici dell’isola di Jeju, in Corea del Sud. Queste donne straordinarie praticano l’apnea per raccogliere frutti di mare, alghe e altre risorse marine, una tradizione che risale a più di 1500 anni fa. Senza l’uso di attrezzature moderne come bombole di ossigeno, le haenyeo possono immergersi fino a 20 metri di profondità e trattenere il respiro per oltre due minuti per raccogliere molluschi, alghe e altri frutti di mare. Questa tradizione risale a più di mille anni fa e ha giocato un ruolo cruciale nell’economia locale e nella cultura dell’isola. . La loro abilità e resistenza sono il risultato di anni di allenamento e di una connessione profonda con l’oceano.La vita delle haenyeo non è solo una testimonianza di abilità fisiche, ma anche di uno spirito comunitario molto forte. Le immersioni sono spesso precedute da rituali e preghiere per la sicurezza e la prosperità, e le pescatrici lavorano in gruppi organizzati per sostenersi a vicenda. Inoltre, la tradizione viene tramandata di generazione in generazione, con giovani donne che apprendono le tecniche e le conoscenze dalle loro madri e nonne. Questo passaggio di sapere è fondamentale, soprattutto in un’epoca in cui il numero delle haenyeo è in calo a causa dell’invecchiamento della popolazione e della modernizzazione.
Le haenyeo sono state riconosciute dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità nel 2016, un riconoscimento che sottolinea l’importanza di preservare questa tradizione unica. Oltre alla loro abilità nella pesca, le haenyeo rappresentano un esempio di forza, resilienza e dedizione, incarnando valori che trascendono le generazioni.Le haenyeo sono anche note per la loro organizzazione sociale e per la divisione del lavoro basata sull’esperienza e sull’età. Ci sono tre categorie principali: “hagye,” le veterane con più di 30 anni di esperienza; “jungnyeo,” con esperienza tra i 10 e i 30 anni; e “sanyeo,” le novizie con meno di 10 anni di esperienza. Questa struttura gerarchica non solo favorisce la trasmissione delle competenze, ma assicura anche che le risorse marine siano raccolte in modo sostenibile. Le haenyeo praticano infatti una pesca rispettosa dell’ambiente, evitando di raccogliere molluschi troppo giovani e lasciando tempo alle colonie di rigenerarsi.
Le bambine di Jeju possono iniziare a imparare dalle loro madri o dalle anziane del villaggio quando sono ancora molto giovani, spesso intorno ai sette o otto anni. Questo addestramento iniziale include nuotare, trattenere il respiro e immergersi in acque poco profonde. Con il passare del tempo, le ragazze acquisiscono maggiore esperienza e fiducia, e cominciano a immergersi in acque più profonde e a raccogliere una varietà più ampia di prodotti marini. Diventare una Haenyeo esperta richiede anni di pratica e dedizione.
Gli strumenti che utilizzano sono essenziali e progettati per aiutarle a svolgere il loro lavoro in modo efficace e sicuro. Uno degli strumenti principali è il “taewak”, una grande boa di legno o plastica che le aiuta a galleggiare e a riposarsi in superficie. Questa boa è spesso accompagnata da una rete, chiamata “mangsari”, dove le Haenyeo ripongono i frutti di mare raccolti durante le immersioni.
Un altro strumento fondamentale è il “sogum”, un coltello subacqueo utilizzato per staccare i molluschi e altri organismi marini dalle rocce. Il coltello deve essere affilato e robusto per affrontare le dure condizioni del fondale marino. Le Haenyeo usano anche una maschera subacquea, chiamata “mulsoogae”, che copre gli occhi e il naso, permettendo loro di vedere chiaramente sott’acqua e proteggendole dal freddo. A differenza delle moderne maschere da sub, queste sono progettate per essere semplici e funzionali.
Infine, l’abbigliamento delle Haenyeo è altrettanto importante. Indossano una muta di gomma chiamata “mulot”, che le protegge dal freddo e dalle abrasioni mentre sono in acqua. Una cintura di piombo aiuta a bilanciare il galleggiamento, permettendo loro di immergersi con maggiore facilità. Nonostante la semplicità degli strumenti utilizzati, le Haenyeo dimostrano una straordinaria maestria e resistenza. Le haenyeo, praticano un rituale unico e affascinante prima di ogni immersione, invocano la protezione delle divinità marine per garantire la loro sicurezza e il successo nella raccolta delle risorse marine. In particolare, rivolgono preghiere e fanno una cerimonia chiamata Jamsugut, al Dio Yowang divinità del mare e della pesca e sua moglie la Dea Yowangbuin.
Oggi, il numero di Haenyeo è in diminuzione a causa dell’invecchiamento della popolazione e della modernizzazione, ma la loro eredità continua a vivere attraverso racconti, musei e iniziative per preservare questa affascinante parte del patrimonio culturale coreano.
Negli anni ’60, si stimava che ci fossero circa 23.000 Haenyeo attive. Tuttavia, a causa di vari fattori come l’invecchiamento della popolazione, la mancanza di giovani donne disposte a intraprendere questa professione difficile e pericolosa, e i cambiamenti economici e sociali, il numero delle Haenyeo è drasticamente diminuito. Oggi, si stima che ne siano rimaste meno di 2.000, con la maggioranza di loro che ha più di 60 anni.

Ci sono molti Kdrama e Film che raccontano delle Donne di mare di Jeju:

Un kdarma incentrato sulle Haenyeo è “BENVENUTI A SAMDAL_RI” che parla di Cho Yong-pil e Cho Sam-dal , due amici d’infanzia che vivono sull ‘isola di Jeju. . Dopo aver perso la madre a causa di un bollettino meteorologico errato, Yong-pil decide di diventare meterologico, per proteggere gli anziani della sua città, ma si guadagna una reputazione da combinaguai testardo per la sua lotta alla disinformazione. Sam-dal, invece, si trasferisce a Seoul, per inseguire il sogno di diventare fotografa di moda e cambia nome in Cho Eun-hye. Quando la sua vita va improvvisamente a rotoli, ritorna a Jeju, dove lei e Yong-pil ritrovano l’affetto reciproco
Un altro titolo rilevante è “Haenyeo’s Kitchen” (La cucina delle Haenyeo), un reality show/documentario che segue la vita di queste donne straordinarie. Sebbene non sia un K-drama nel senso tradizionale, offre uno sguardo autentico e affascinante sulla vita quotidiana delle Haenyeo, mostrando non solo le loro abilità subacquee ma anche la loro cucina e il loro legame con la comunità.
Infine, “Tamra, the Island” (Tamra, l’isola) è un altro K-drama che, ambientato durante il periodo della dinastia Joseon, esplora la vita sull’isola di Jeju e include personaggi che sono Haenyeo. Questo dramma storico-romantico offre una prospettiva unica sulle tradizioni e sulle difficoltà affrontate dalle pescatrici subacquee di quel tempo.
Paola Pelissa
